Ricariche esagerate non ci servono: dateci anche le 50 - Vaielettrico

2022-06-19 01:18:29 By : Ms. Jessica Chan

Ricariche esagerate a chi servono? Questa corsa a installare colonnone fino a 350 kW (e presto anche più) non ci convince: servono ricariche da 50-100 kW.

L’impressione è che sia iniziata una corsa “a chi ce l’ha più potente” tra Tesla e i costruttori tedeschi. L’effetto, spiazzante, è che le installazioni sono passate da una prima fase in cui si puntava tutto sulle AC fino a 22 kW, ovviamente lente, a ricariche super-veloci. Ma agli automobilisti elettrici italiani tutto questo serve? A guardare che cosa comprano, si direbbe di no. Anche nel 2021, come nel 2020, la classifica delle più vendute, le uniche a fare mercato, è dominata dalle citycar, con Tesla unica intrusa. Di quest’ultima non ci dovremmo preoccupare: ci ha pensato Elon Musk a costruire una rete capillare di Supercharger. Le altre sono macchine che caricano a potenze ben lontane da quelle delle colonnine HPC, ma rischiano di ritrovarsi una rete fatta soprattutto di ricariche super-veloci. E super care. Tanto per dare un’idea:  nelle ultra-fast sopra i 150 kW di Enel X Way e Be Charge paghi 0,79€/kWh. Ma sulle stesse reti, se la colonnina è da 100 kW, il prezzo è rispettivamente di 0,69 e 0,50.

Facciamo un conto semplice. Se ricarico 30 kWh in un’auto come la Renault Zoe e scelgo Be Charge, la differenza tra colonnine fast fino a 100 kW e colonnone HPC oltre i 150 kW è di 8,7 euro. Nelle Enel X è comunque di 3 euro. Non siamo degli esperti, ma sappiamo che ci sono motivazioni tecniche alla base della decisione di puntare direttamente su colonnine super-potenti. Per installare un buon numero di ricariche DC, occorre fare il salto alla media tensione, con tanto di cabina con trasformatore. Una volta fatto l’investimento, tanto vale predisporre caricatori con potenze talmente ampie da potere accontentare anche chi, come Porsche, arriva a picchi altissimi. A noi però preme di più chi si può permettere solo auto normali, peraltro molto più sostenibili sia da produrre che da gestire. Consideriamo un vanto, non certo un limite, il fatto che l’Italia sia il paese delle “utilitarie”. Sono le auto più virtuose, anche per il poco spazio che occupano in città sempre più congestionate. E la corsa del made in Germany ad auto potenti, ingombranti e costose anche nell’elettrico non ci entusiasma.

Non vorrei essere tacciato di populismo, ma, come sottolinea anche il direttore, l’offerta deve tenere conto delle possibilità economiche degli acquirenti, altrimenti l’auto tornerà ad essere “roba da ricchi” come sessant’anni fa e più, e non sarebbe certo un progresso. Premetto che giudico insostenibile per l’ambiente l’attuale parco auto italiano, di 37-38 milioni di veicoli che rende il nostro paese ai primi posti per il numero ogni 1000 abitanti e quindi, inevitabilmente, si dovrà andare ad un certo ridimensionamento, tuttavia questo non può esser determinato dal censo, ma da una disamina delle reali necessità di mobilità del cittadino. Forse è il ripensamento dell’auto generalista, la cinqueportecinqueposti buona a tutto: ad andare al lavoro, fare la spesa, spostarsi nei week-end, portare la famiglia al mare o in settimana bianca. Forse si dovrà rinunciare ad una presunta “comodità” a vantaggio di una maggiore “sostenibilità” del modello di trasporto, individuando di volta in volta il mezzo più efficace in funzione delle esigenze del momento, particolarmente nelle grandi città, che non possono accettare, indipendentemente dal tipo di motorizzazione, migliaia e migliaia di “chiocciole” metalliche, ciascuna delle quali occupa otto metri quadrati o più per trasportare una o due persone. Ma in tanti altri contesti non esistono valide alternative all’auto privata e spero quindi che, tanto dal punto di vista dell’acquisto che da quello del costo delle ricariche, emergano soluzioni accessibili anche a chi non può spendere 30.000-50.000 euro per l’acquisto di un’auto nuova e/o non dispone di un’abitazione singola con presa per lai ricarica. Branko Milanovic, ex economista della Banca mondiale, ha dimostrato che fra il 1988 e il 2008 solo due segmenti della distribuzione del reddito a livello mondiale non hanno guadagnato praticamente nulla, in termini reali: i 5 percentili più poveri e quelli situati fra il 75° e il 90° percentile. In quest’ultima fascia è compreso il grosso della popolazione dei Paesi ad alto reddito, quella fascia che ha visto, negli ultimi anni, messe in discussione le conquiste acquisite nel secondo dopoguerra. Ecco, non vorrei che la transizione all’elettrico passasse attraverso la scelta obbligata, causa reddito e possibilità di ricarica, di auto come certe “ciofeche” vendute in Cina oppure come la Dacia Spring, che, con tutto il rispetto, sulla base dei test condotti da diversa stampa specializzata dimostra diverse carenze quanto a prestazioni, autonomia nonchè sicurezza attiva e passiva: mi ricorda per questi aspetti la simpatica Simca 1000 degli anni ’60 del XX secolo.

Totalmente in disaccordo perchè significa non guardare al problema reale ma ad una scappatoia momentanea che vorrebbe dare all’ Italia almeno quel poco che gli altri già stanno aggiornando, per trovarci tra 5 anni con lo stesso gap infrastrutturale. Il problema è che in Italia l’elettrivo i politici proprio i non lo vogliono. Lo azzoppano non lo pianificano lo sbeffeggiano nei talk show.

@Endyamar Le migliorie ci sono e saranno molto importanti nei tempi a seguire proprio perchè gli investimenti e la pressione del mercato non è stata mai così forte quindi non è proprio come dici. Guarda sulle batterie aldilà della tecnologia in se “basterebbe” dimezzare il peso e le autonomie crescerebbero in modo esponenziale. Ma comunque il punto si vedrà nei prossimi anni il problema ripeto non è l’hpc ma avere colonnine affidabili, capillari e con buona potenza, e non qualcuna a grandissima potenza che lascia il tempo che trova.

Amico mio lei guarda il dito e non la luna. A parte il fatto che la E-Up in corrente diretta mi pare che carichi a massimo 40 kW, e sempre a parte il fatto che la colonnina Enel X Dove mi servirei eroga in teoria a 60 ma in pratica a 45 (visto martedì) … ma quello che potrei fare o meno non è tanto il problema. Se legge bene io la cosa la do già per fattibilissima. Nel paradigma delle piccole elettriche, la E-up sarebbe perfetta e pian piano, se decidiamo, mi guardo in giro per trovarne una usata.

La luna invece è la seguente. Non capisco perchè si parta spesso dal presupposto che con una macchina piccola non si debba poter anche viaggiare. Presupposto che mi capita spesso di leggere sia esplicitamente sia tra le righe di molti commenti e che francamente non condivido.

L’unica piccola che carica “forte” in dc è la 500, che però avendo nella migliore delle ipotesi due porte e mezza con due bambini è da escludere in partenza. La Renault Zoe 135 andrebbe bene anche lei, ma trovarla usata con le batterie di proprietà è quasi un’impresa, comunque ricarica anche lei attorno ai 40w ma di base almeno avrebbe 50 kw di batteria se non erro.

La macchina giusta sarebbe la Opel Corsa… ma a quel punto saliremmo così tanto di prezzo che effettivamente mi conviene andarci in furgone😂

Quando arrivano in massa ste benedette piccole con 45/50 kw di batterie e bontà loro la ricarica dc almeno a 100 kw? Così fintanto che sono a casa me le ricarico pian piano e quelle volte che sono in giro, visto che sono in giro per lavorare, non perdo inutilmente le mezz’ore visto che al momento la colonnina adatta per quanto sia di strada è comunque del tutto fuori zona rispetto a quello che è la mia destinazione finale?🙄😉

Ecco, il commento era per Daniele CL e invece non so perché è finito qui in alto🙄

Il mio discorso era relativo all’esempio degli 80+80km di cui non vedo particolari intoppi anche con twingo (al limite). Il tuo discorso nel finale esprime proprio il concetto di Mauro Tedeschini e Massimo DE: preferisci che facciano una colonnina da 350kW messa chissà dove o 10 colonnine da 50-100kW di cui una messa sul tuo percorso? Se fai, anche ripetutamente 80+80km al giorno non vedo particolari limitazioni con qualsiasi BEV. Mio figlio fa tutti i giorni 28+28km e 2 volte a settimana per andare a suonare fa 28+28+45+45km, abbiamo la ZOE, mai fatta una ricarica a 50kW, mai fatta una ricarica durante i vari spostamenti (bugia, a Urbino a 22kW, per la laurea della sua morosa). Quando l’avrai, vedrai che, presa un po’ di confidenza, tutti ‘sti problemi si dissolveranno come neve al sole😜 auguri di quore (con la q di qubo).

Continuiamo a non capirci, fa niente. 😂😉

Io parlo di massimi sistemi, tu del mio caso particolare (che ti ho già detto che teoricanente risolverei tranquillamente con la ipoterica e-up). Comunque sì, dovessi addivenire sono quasi certo che le cose stanno come dici tu. E le “piccole” come dico io arriveranno giocoforza.

Articolo apprezzabile, anche perché ASPI sta installando 4 miseri punti di ricarica HPC, i quali servono realmente solo al 10% delle auto attuali, quando con la stessa potenza avrebbero potuto installare 20 fast a 50 kW, oppure 10 fast e 2 HPC. Se continuiamo a dire che dobbiamo guardare al futuro, già oggi 4 HPC più una chademo fast e una 43 AC (quelle che sta installando FREETOX in autostrada) a distanza di 50 km una dall’altra stazione di servizio (a fine 2023!) già oggi sono sottodimensionate, dato che possono ricaricare non più di 250 auto al giorno, notte inclusa! In futuro di quegli impianti ne serviranno 20, ovvero 40 punti di ricarica HPC, fate i conti! Tra 3 anni avremo 500.000 BEV circolanti! Come le si può ricaricare con questi impianti simbolici, fatti di 4 punti di ricarica?

Personalmente non sono d’accordo. In ottica lungimirante per il futuro, le colonnine ultra fast permettono ricariche di diversi chilometri in pochi minuti, un po’ come si farebbe dal benzinaio. Non bisogna per forza fare sempre il pieno. Che poi il parco auto attuale ancora non le supporti in pieno, che ci sia un problema di costo diverso delle ricarica che andrebbe affrontato, o che oggi si sia spesso abituati a ricaricare nei tempi morti perché le velocità di ricarica non consentono di fare altrimenti, a mio parere non significa che dobbiamo ancorare il futuro alla situazione odierna. Personalmente non credo che accadrà mai che ci sia un punto di ricarica ad ogni piazzola di parcheggio o ad ogni palo della luce, lo trovo irrealizzabile ed insostenibile, anche dal punto di vista della manutenzione. Secondo me è più realistico pensare che ci saranno le ricariche lente a casa ed in opportune aree per chi non può ricaricare a casa, dopodiché ricariche veloci per chiunque abbia bisogno di rabbocchi rapidi e/o per chi è in viaggio. In quest’ottica le colonnine da 50/100 a mio parere non sono né carne né pesce e già oggi le trovo piuttosto inutili (troppo lente per una sosta rapida, troppo veloci ed inutilmente più costose delle AC per una sosta lunga ad esempio overnight).

Continuiamo a non capirci:la stragrande maggioranza delle auto vendute in Italia non si sogna neppure di arrivare a punte di ricarica a 100 kW. La 500, che arriva a 82, è quella che ha la performance migliore tra le citycar. Non capisco perché non dare anche a tutte queste persone l’opportunità di rifornire DC a prezzi ragionevoli. Non dico di non mettere le 350, dico di mettere ANCHE colonnine nell’arco di potenza 50-100. O facciamo solo hotel di lusso così anche i più ricchi ed esigenti sono accontentati?

Ho capito il vostro punto di vista, ma lo considero poco lungimirante e trovo che stiate indirizzando il malcontento nella direzione sbagliata. Lamentiamoci per il fatto che le auto piccole non supportano le ricariche più rapide, non per il fatto che installano colonnine troppo veloci!! Lamentiamoci per il fatto che le colonnine ultra fast costano troppo, non per il fatto che “le voglio più lente perché così mi fanno pagare meno la ricarica”! Cosa daremo poi in eredità ai figli? Un’infrastruttura vecchia, obsoleta e da rifare di nuovo solo perché nel 2022 noi avevamo le prime 500 elettriche che non supportavano appieno le ultra fast??

Guardate che oggi abbiamo queste autonomie (che anche se per la stragrande maggioranza delle persone sono sufficienti) correlate con il peso e di cui nei prossimi anni ci saranno grandi sviluppi. Quindi penso che fra qualche anno non serviranno nemmeno le hpc in quanto basteranno le normali fast, non è assurdo pensare per certi tipi di categorie d’auto 600/800/1000km d’autonomia reale quindi questa fretta di caricare verrà meno intanto centinaia di migliaia d’euro sono state spese (quasi inutilmente) invece potresti dirottare oggi quei fondi per fast più capillari. Infine vi dimenticate sempre della rete che questi assorbimento destabilizzano quindi bisogna fare altri investimenti per la stessa… ci vuole lungimiranza si ma quella intelligente!!

Non so bene a quali promessi miglioramenti delle batterie tu ti stia riferendo. Se ti riferisci solo ad un aumento di efficienza delle auto legato alla riduzione del peso, onestamente dubito che, da soli, quei miglioramenti saranno tali da garantire rivoluzioni in termini di velocità di ricarica con colonnine da 50/100 kW. Ad ogni modo, al momento sono solo promesse. Ci vorranno anni per la produzione di massa ed è verosimile che inizialmente le nuove tecnologie saranno implementate proprio in quei modelli di “lusso” che tanto qui vengono criticati in quanto non rappresentativi della situazione media. Invece OGGI stesso esiste già la tecnologia per la ricarica ultra fast, sia lato colonnina che lato auto, per cui ipoteticamente da domani potremmo avere una 500 elettrica che carica a 150/200 kW, per dire. Parlo proprio a livello tecnologico. Trovo un po’ assurdo quindi chiedere di investire sulla tecnologia di ieri anziché su quella di oggi. Sarebbe come se mi lamentassi nel momento in cui tutti i nuovi produttori di periferiche informatiche puntassero sull’USB4 solo perché il mio vecchio laptop (e la maggior parte di quelli attualmente in uso da parte degli utenti) supporta al massimo l’USB3 e quindi una periferica USB4 su questi computer funzionerebbe a velocità ridotta…

Io credo sia ora di smetterla di credere a mirabolanti incrementi tecnologici. Stiamo usando ancora la tecnologia di Volta con varie migliorie… Le batterie sono uno dei santi graal dei tempi moderni. Chi troverà una risoluzione per il problema sarà ben più ricco di Musk. I fondi sono enormi e ogni tanto qualcuno promette qualcosa. Nel mentre siamo ancora qui. E qui dobbiamo ragionare. Lungimiranza significa pensare ai prossimi 5-10 anni. Non a quel che potrebbe accadere tra 50-100… che non è nemmeno detto che ci arriviamo come razza umana se continuiamo a tergiversare ora….

I miglioramenti sulle batterie sono impressionanti e basta leggere le notizie in giro, ultima quella di un’azienda cinese con le nuove lfp con autonomie sempre migliori quindi allegerire il peso aumentando le prestazioni avremo autonomie davvero importanti. Ricordo sempre che qualche anno fa le autonomie medie erano sui 100/200 ora siamo a 300/400 quindi nei prossimi 3 anni circa potremo aspettarci autonomie “reali” di 600 km o più e serviranno davvero le hpc???? Molto probabilmente o quasi sicuramente no. Il problema attuale oggi è come scritto anche da massimo è il problema di trovarle libere e secondo me il limite più grande è che devono essere capillari questo è il punto quindi che sia in autostrada o extraurbano o comunale bisognerebbe vederle spuntare ovunque perchè ripeto a cosa serve caricare a 300kW se guadagni 10 minuti? A mio avviso è uno spreco.

“Guadagnare 10 minuti”, come dici tu, per molti è FONDAMENTALE. Ammesso e non concesso che siano davvero 10 minuti e non di più.

Ad ogni modo, che aumenti l’autonomia non significa necessariamente che aumenti la velocità di ricarica a parità di capacità della batteria, a meno che non ci sia un salto tecnologico che finora è ancora solo promesso.

Fidati, le notizie le leggo. Sebbene in molti (in primis i detrattori dell’elettrico) sostengano che tra pochi mesi/anni ci saranno chissà quali rivoluzioni tecnologiche nelle batterie che renderanno obsolete le auto di oggi, io per il momento l’unica cosa concreta che vedo sono le batterie 4680 di Tesla che porteranno un miglioramento, ma nessuna rivoluzione. A maggior ragione se la rivoluzione voi volete vederla sulle citycar…

@Mauro: “Guadagnare 10 minuti, come dici tu, per molti è FONDAMENTALE.” per molti? ma chi? Rappresentanti che adesso girano in diesel e continueranno a farlo per chè non vogliono rischiare nulla? I noVolt per superare il loro punto di forza “autonomia e tempo di ricarica”? Ma che costoro si tengano le loro termiche, io se ho bisogno (tipo laurea ad Urbino di mia “nuora”) ho bisogno di colonnine “e basta”. A 50kW carico 60-70km in 12 minuti (più tempo parcheggio, tesserina, metti il cavo, togli il cavo…15 minuti) cosa me ne faccio se a 100km ho una stazione e 350kW? che là caricherei 60-70km in 5min che diventano 8?

@Daniele CL: forse non ci capiamo. Quando dico “per molti è fondamentale”, non dico né che 10 minuti di attesa siano fondamentali per me in senso generale, né che sia giusto che sia fondamentale sempre e comunque. La questione però è duplice: innanzi tutto quei 10 minuti potrebbero essere ben di più (se devo fare metà “serbatoio” di un’elettrica media, a 50 kW posso impiegarci circa 40 minuti, a 150 kW potrei metterci circa 13 minuti, quindi la differenza è di 27 minuti e non 10). In secondo luogo, tra il dire che mi va bene anche aspettare 27 minuti inutilmente ed il non ammettere, all’opposto, che comunque poter ricaricare in pochi minuti sia un’evoluzione desiderabile per la tecnologia delle BEV ce ne passa. Per questo motivo non condivido l’atteggiamento del “preferisco che installino le 50 kW invece delle ultra fast”.

@Mauro: il discorso è che i baiocchi non sono una “evoluzione desiderabile”, è meglio 10 colonnine da 50-100kW (che poi in futuro si possono potenziare) o 1 colonnina da 350kW? e aspettare 4-5-6 anni per avere le altre 9? Certo che 10 colonnine da 350kW sono meglio, ma non sono fattibili…adesso.

Non bastano già oggi! In futuro dovranno centuplicarle!

“Non capisco perché non dare anche a tutte queste persone l’opportunità di rifornire DC a prezzi ragionevoli”

qui siamo daccordo ma non credo che questo sia dovuto al costo della colonnina ma dal costo dell’energia da articoli che ho letto , non mi ricordo se su questa testata, ci sono colonnine fatte a moduli di potenza di 75 kW che possono essere incrementati fino a 350 kW colonnine modulari di questo tipo avrebbero più senso l’intallazione fatta per arrivare al massimo a prova di futuro , la potenza installata in base a quanto la rete può fornire

secondo me il costo va cercato altrove , nel costo dell’energia ad esempio , TROVO FOLLE NEL 2022 COLONNINE PRIVE DI TETTOIA FOTOVOLTAICA e abbastanza strano che non abbiano una batteria stazionatia vicino

è questo il punto fondamentale , le colonnine andebbero accompagnate OBBLIGATORIAMENTE da una tettoia fotovoltaica , che anche se all’inzio avrà poche utenze e quindi un costo ricarica elevato verrà parzialmente compensato dalla produzione di energia fotovoltaica condivisa in rete nel medio periodo se poi pensiamo che queste colonnine dovrebbero , secondo me, essere installate nei grandi parcheggi di supermercati,centri commerciali ,aziende ecco che colonnina e fotovoltaico dovrebbero essere un binomio indissolubile e che presto ,costi permettendo , dovrebbe essere integrato da batterie stazionarie

i imiei due sesterzi di logica parcheggiata

I moduli da 75, come abbiamo scritto, sono quelli di Alpitronic, con cui si arriva fino a 300 kW di potenza. Ma teniamo conto che chi gestisce la colonnina deve anche ammortizzare l’investimento, non c’è solo il costo dell’energia. E più la colonnina è importante…

io sono un perito elettronico aprendo le wall box ,anche da migliaia di euro, posso dirvi che non c’è magia o stregoneria costosa dentro ma un paio di centinaia di eur di elettronica aumenti recenti a parte

una colonnina DC non è una wallBox daccordo le potenze in gioco sono molto più alte come anche le problematiche di conversione da AC a DC ma dovrebbe costare presto molto meno sulle economie di scala e con un minimo di ingegneria ingegneria che ,secondo me,dovrebbe essere a livello di sistema penso all’integrazione con fotovoltaico e batterie stazionarie proprio per questo fotovoltaico batteria stazionaria e colonnina fast sono un sistema DC in Corrente continua , che potrebbe addirittura essere chiuso un piazzale ,parcheggio ,di 100×100 metri sono 10000 mq alias potenziali 2000000 alias 2 Mega Watt picco di potenza facciamo 1 MegaWatt per tolleranze e estetica tutt’altro che rari nelle nostre città e periferie

pensare sistemi così , dove la parte in AC è marginale e serve solo per cedere il surplus di energia dovuto a mancanza di utenti iniziali o prelevare una minima parte di energia in ore in cui la rete ha eccessi sulla falsa riga del Vehicle To Grid avremmo il Parking area To Grid

ecco questi sarebbero investimenti lungimiranti e integrati

e per tornare al tema , ci vedrei bene delle colonnine in grado di limitare la potenza erogata in base a quella disponibile dal fotovoltaico/stazionaria e magari al costo del borsino energetico in tempo reale o semplicemente per fasce orarie come sulla bolletta di casa . perchè ,per chi ancora non lo sapesse , il costo dell’energia elettrica varia per il gestore di ora in ora , se non addirittura al minuto servirebbe un costo fisso per ricarica e a parte l’energia come avviene per le bollette

comunque , c’è un attore Tesla , che prima ha fatto una rete di ricarica e poi ha venduto le auto e per loro la user experience è tutto , alias supercharger da 200 kW in su se vale per loro perchè non dovrebbe valere per gli altri costruttori

perchè non dovrebbero essere coinvolti con i produttori di energia come già in parte lo sono magari proprio per finanziare la costruzione di una rete di ricarica a prova di futuro

Abbiamo scritto ampiamente di una stazione di ricarica off the grid, con tanto di intervista all’ad di Comal Alfredo Balletti che l’ha realizzata Comal ha un’idea meravigliosa: colonnine off the grid. Non è semplice come la fa lei (ed è costata 1 milione di euro, impianto fotovoltaico escluso)

Sono d accordo sulla tettoia per non prendere acqua , ma la fotovoltaica non serve a niente , sai quanti watt recuperi ? A volte quelle dei parchimetri non riescono a ricaricarsi . Un pannello o su colonnina darà 20 W che puoi comparare ai 20000 W della ricarica , fai te i conti

un piazzale parcheggio 100 x 100 metri sono 10000 mq coperto a pannelli fanno almeno 1 MW picco di potenza fotovoltaica installata buttiamoli via

@Nello: non mischiamo i problemi. Energie rinnovabili/fotovoltaico sono una cosa e sono un investimento, colonnina per ricarica è un’altra cosa e un altro investimento. Che assieme possano fare sinergia…ma se all’investimento per una colonnina ultrafast ci mettriamo anche l’investimento per il FV…ne facciamo la metà. I baiocchi sono quelli e non si stampano a piacimento.

@Daniele CL gli attori sono gli stessi ,Enel, Eni ,Edison,Acea,A2A i luoghi di installazione più importanti sono gli stessi parcheggi di centri commerciali, supermercati , parcheggi di scambio con ferrovie e aereoporti

è stupido non affrontarli insieme , soprattutto quando ci sono fondi Europei in tal senso ..

molto stupido secondo me anche senza pensar “per forza” male TUTTO SECONDO ME .

Ma ti rendi conto che queste HPC sono simboliche oggi? Non le sfrutta quasi nessuno! E tra 3 anni lo stesso! Le auto che compri oggi saranno utilizzate per 10-15 anni e oggi sono pochissime le auto che caricano oltre 100 kW! E tutte dai 50.000€ in su! Tra 10 anni forse le cose saranno cambiate, ma tra 10 anni serviranno decine di HPC per ogni area di servizio, poiché ci saranno milioni di auto elettriche! Oggi vanno installate le 50-100 kW (tantissime) insieme ad un congruo numero di HPC, con la predisposizione per sostituire in futuro le fast con le HPC, altrimenti che ci fai in futuro con 2 HPC?

non è vero .. tutte le VW e quelle del gruppo PSA caricano già a 100 kW in DC e costano molto meno di 50000 eur e nei viaggi lunghi fino a 400 kM i tempi di percorrenza risultano allineati a macchine ben più costose grazie al fatto di poter caricare 30-40 kWh in mezz’ora alle superfast

Continuo a ritenere che se anche adesso avessimo un milione di colonnine a 50 kW, se poi per fare una ricarica decente mi servono almeno 45 minuti l’auto elettrica non la comprerà (quasi) nessuno. Io stesso che credo fermamente che il vero vantaggio di un’auto elettrica sia la possibilità di ricaricarla da casa, se mi trovo nella necessità di dover caricare fuori e di dover fare un po’ di strada ritengo inaccettabile essere obbligato a fare soste di 45-60 minuti. Va bene che posso fermarmi per pranzo (ammesso e non concesso che l’orario sia compatibile), ma se magari di soste devo farne 2 o 3?

A mio parere, le colonnine da 50 kW sono letteralmente inutili, per i motivi che ho già esposto. Chiaro che le esigenze di ciascuno sono diverse, ma dire che le colonnine da 50 sono meglio di quelle più veloci solo perché quelle più veloci ad oggi alcune auto non possono sfruttarle, beh… ho già detto cosa ne penso al riguardo.

Lei, Mauro, viaggia in auto elettrica? Glielo chiedo perchè, sa, l’esperienza diretta conta ancora qualcosina. E qui, guarda caso, tra chi possiede l’auto elettrica, nessuno si è mai strappato le vesti per aver ricaricato a 50 kW anzichè a 350. Provi a chiedersi perchè

Stavo per fare le medesima considerazioni. Figurarsi che io non ho ancora usato la ricarica DC della mia ZOE.

Ho ordinato in questi giorni una Tesla Model Y. E la scelta è stata maturata nell’arco di diversi mesi di documentazione, apprendimento e valutazioni. Auto grande perché ci serve cambiare quella principale, familiare. Ma, affinché l’operazione fosse fattibile, c’erano due punti fondamentali, che sono esattamente quelli che ho scritto sopra: possibilità di ricaricare a casa (per l’uso quotidiano) ed affidabilità e tollerabilità delle ricariche per i lunghi viaggi. L’affidabilità è garantita dalla rete dei supercharger, la tollerabilità è data dal fatto che, se devo fare delle soste, esse siano di durata tollerabile. Per questo motivo, sono certo che le ricariche che farò saranno al 100% costituite da ricariche casalinghe (la stragrande maggioranza – primo caso) ed ultra-fast (secondo caso). Personalmente non trovo nessuno use-case valido per rifornirmi alle colonnine da 50 kW, salvo casi di emergenza (ergo: non trovo stazioni più rapide e sono seriamente a corto di batteria). Anche qualora mi trovassi in contesti più atipici, non ne troverei l’utilità (es.: vacanze al mare dove non posso ricaricare in casa; in quel caso mi affiderò a ricariche notturne a 11 kW, anche perché in Francia quello trovo, ma vanno bene visto l’arco temporale che devono coprire).

Le assicuro che se fossi stato costretto a rifornirmi a max 50 kW, l’auto elettrica non l’avrei presa, perlomeno non per l’auto principale. Tant’è che comunque le alternative che ho valutato erano tutte dotate di supporto alle ultra-fast. E questo nonostante mi ritenga piuttosto flessibile anche nel cambiare le mie abitudini (vengo da un’auto a metano, quindi so cosa vuol dire pianificare viaggi e soste).

@Daniele CL: il nocciolo di questa discussione non è stabilire se le ricariche DC siano essenziali o meno. Siamo d’accordo sul fatto che la ricarica da casa sia quella da usare maggiormente. La questione qui era una quasi preghiera del tipo “datemi la ricarica veloce lenta perché me la fate pagare meno e tanto le auto di oggi non vanno più veloci di tot a ricaricare”. Questo è il ragionamento che personalmente non condivido e trovo poco lungimirante.

Ho guidato una Model X per due settimane nel 2018 quando ancora i Supercharger ricaricavano a 50 kW. In quasi mille km di percorrenza, non sono mai rimasto ad aspettare il “pieno” con le mani in mano. E non mi è mai successo in seguito con Mercedes EQA 250 o VW Id4. Molti teslari, oggi che i tempi di ricarica si sono accorciati, lamentano viceversa il problema di non riuscire a bere un caffè, andare in bagno, fumare un sigaretta, scrollare le mail sul cellulare senza doversi precipitale a staccare la spina. Quindi sarei pronto a scommettere che cambierà idea. Ci faccia sapere.

@Mauro: condivido motivazioni e scelta, complimenti. Il discorso lanciato da Mauro Tedeschini e Massimo DE è che, per noi umani non teslari, è meglio avere 10 colonnine da 50-100kW piuttosto che 1 da 350kW. Poi, fra un anno ci verrai a dire se non ti sarebbero bastate ricariche da 50kW in autostrada nei “lunghi viaggi” e soste caffè, piuttosto che uscire e cercare la Ionity di Punta di Ferro a Forlì (quasi sempre vuota, al contrario della adiacente Supercharger Tesla). Comunque tu hai tagliato la testa al toro ahahah, ricomplimenti

@Massimo Degli Esposti Grazie per la condivisione della sua esperienza, ma dubito fortemente che cambierò idea. Per il semplice motivo che una sosta più lunga (30 minuti?) può starci, se già devono essere due (a maggior ragione se la prima in 30 minuti ha caricato “poco” perché la colonnina era a soli 50 kW), già comincia a diventare un’ora “buttata” (almeno parzialmente). Poi la faccio parlare con mia moglie, che è decisamente meno paziente di me 😉 E comunque 2018-2022 sono già 4 anni, vogliamo ritrovarci tra altri 4 ancora con le colonnine a 50 kW, o vogliamo andare avanti?

@Daniele CL Il fatto è che oggi è così, Tesla è un po’ “un mondo a parte”, ma non credo che sia desiderabile per il futuro che la situazione rimanga sempre questa (Tesla vs resto del mondo). Non ho firmato un contratto col sangue con Tesla da qui alla fine dei miei giorni, mi piacerebbe ad esempio che la mia prossima auto possa essere anche, chessò, una Kia, sapendo di poter contare ugualmente su un’infrastruttura adeguata, anche se non necessariamente “dedicata” (peraltro anche Tesla è sulla strada dell’apertura della sua rete di ricarica).

Con Mercedes EQA 250 ho fatto la Mille Miglia nel giugno del 2021; con Id4 la settimana bianca lo scorso Natale. Delle ultrafast non ho avuto alcun bisogno. E penso che non siano il futuro, ma una soluzione indispensabile solo in alcune (poche) situazioni particolari o per qualche nicchia di automobilisti. Senza contare che, come abbiamo già scritto io, Mauro Tedeschini e molti altri, i costi sono spropositati e i problemi tecnico-logistici molto vincolanti. Per ricevere 350 kW di potenza, poi, anche l’auto deve sopportare tensioni molto elevate, fino a 800 volt, con impianti e cablaggi dimensionati di conseguneza. Ha idea di cosa significhi in termini di maggiori costi?

@Mauro: ririfaccio i miei complimenti e per lo “stress della ricarica” ci risentiamo fra un po’ di rodaggiocon l’auto elettrica.

@Mauro: mi ero scordato, per lo “stress della moglie” sono solidale 😜 La mia, per andare al mare (42+42km) vuole che sia carica al 100% e mi chiede pure: “ce la facciamo?”

Diciamo che se montassero 7 fast da 50kw e 1 da 350kwh , troveremmo quelle da 50 con la fila che aspetta e quelle da 350 libere, per il fatto che da 350 costerà sicuramente molto di più, e per quei 20 minuti non so se valga la pena, e come quelli che di fanno 20km per andare al distributore nomarca per risparmiare 0,10€

Buon per lei che ha preso una Tesla poi non è detto che trovi nei suoi tragitti le Superfast Tesla, e finisce come qui da noi a caricare con la 11kw 🤦

Ma che fondamentale 10 minuti di differenza ma che dici dai spero scherzi. Se aumenta l’autonomia con l’allegerimento della batteria etc etc significa che l’efficienza aumenta quindi hai meno kWh da caricare quindi non hai bisogna dei 350 kW ma anche 100 vanno più che bene è molto semplice. Ti ripeto di nuovo che in qualche anno si è passati da 100/150 km d’autonomia ad il doppio se non di più fra 3 anni vedrai che l’autonomie REALI saranno ad oltre 500/600km??? L’esempio di tesla è lampante continua ad incrementare progressivamente l’autonomia, spesso anche SOLO tramite software. Per finire gli investimenti stanno continuando ad aumentare in maniera esponenziale quindi le migliorie saranno importanti nei prossimi mesi/anni è una cosa ovvia. Ma tranquillo vedrai che fra qualche anno vedremo che le hpc saranno inutili o meglio sprecate per quanto sarà il richiesto.

Non condivido, domenica scorsa ho girato x ben 4 colonnine vicino a “il centro” ad Arese,(ot: un centro così nuovo e moderno dovrebbe fare di più per le EV) una 22kwh nn andava, una era occupata da 50 minuti ed era al 30%, l’altra pure peggio, e le enel X fast erano chiuse da una sbarra…. sono andato in autostrada a caricare fast, perchè gli altri stavano semplicemente caricando troppo lentamente. Ero di ritorno dal lago di Garda diretto in Svizzera, ho caricato 15 minuti per arrivare oltre confine dove dopo pochissimi km ho trovato una 350kwh ed in 20 minuti ero all’80% . questo perché ero in viaggio, normalmente carico a casa. il futuro è fast e ultra fast per il grande pubblico, tutti avranno la necessità di caricare velocemente durante la giornata o il viaggio, perché mettere una colonnina lenta che rimarrà occupata tante ore limitandone l’uso ad altri quando in mezz’ora può essere libera e pronta per un altro utente? Fast e ultra fast tutta la vita….

Una colonnina Ac quick costa meno di 3 mila euro. Si può piazzare ovunque utilizzando la rete elettrica esistente. Una fast in DC da 50-100 kW costa da 15 a 30 mila euro, più lavori di scavo e posa di cavi maggiorati fino alla cabina di distribuzione (che deve essere abbasanza vicina). Quindi a parità di costo si può scegliere se installare una fast oppure 7-8 quick. Diciamo che la velocità è due-tre volte superiore, ma le auto contemporaneamente in carica, sono 7-8 contro una. Da 100 kW a salire i costi diventano esponenzialmente più alti e l’allacciamento va fatto direttamente alla rete a media tensione. Parliamo di 150 e fino a 300 mila euro per colonnina e installazione, più cabina di trasformazione dedicata e scavi e posa dei cavi fino alla connessione con la rete a media tensione. In termini di investimento un impianto ultrafast vale quindi un centinaio di impianti quick. Ecco perchè la ricarica costa molto di più, le auto servite nella stessa unità di tempo saranno meno, seppur più velocemente, e la diffusione non può essere la stessa.

Il problema e che comunque le colonnine anche lente sono troppo poche..per assurdo in America vedo video di Tesla tutte in coda anche con i Supercharger. Comunque non possiamo nemmeno riempire di ricariche lente e poi come diceva Matteo sono occupate per parecchie ore e anche mezze giornate…uno cosa deve fare in quel caso? Oltre che sono poche deve girare come un pazzo per trovarne libere? E se nel frattempo che cerco arrivo a zero di batteria? Unica soluzione sarebbe averne veramente ovunque ma sia veloci che lente altrimenti mi immagino già che si arriverà in pochissimo tempo allo stallo in tutti i sensi della parola.

Intanto, oggi, le colonnine le trova quasi sempre libere. O per lo più occupate abusivamente da auto termiche. Provare per credere. Può farlo anche dalla poltrona di casa sua con l’app di un operatore della ricarica (tipo Juice Pass di Enel X) o di un aggregatore come Next Charge: vedrà indicate tutte le colonnine attorno a casa sua e quali sono libere e quali occupate, senza alcuna necessità di “girare come un pazzo”. Quindi per il momento il problema non si pone.

sul fatto di trovarle sempre libere non mi trovi d’accordo. non mi interessa stare sul divano a guardare quale è libera o no (molte non sono segnalate o non dicono se libera o no), a me serve che nel momento del bisogno non debba girare come un pazzo, ed è proprio quello che mi è successo domenica. ho un’auto con batteria da 77kw e ricarica a 125 kwh, la colonnina da 11 o anche da 22 mi serve a poco o nulla, perchè non devo caricare l’auto per il girono dopo, devo arrivare a casa mia ed una fast serve proprio a questo, a darti carica sufficiente e veloce in modo tale da proseguire il viaggio. una colonnina “lenta” oggi serve solo a chi non trova il posteggio in centro o al supermercato, a mio avviso, ma posso sbagliarmi. per quanto riguarda i costi di installazione, vero che le fast costano di più ma non dimentichiamo che le imprese energetiche ricevono bei soldoni di incentivi dall’unione europea, non è tutto sulle loro spalle, quindi ben venga che vengano spesi così, poi sicuramente ci vorranno tante colonnine lente ma quelle le vedo di più nei luoghi privati o condomini per la ricarica notturna.

Boh? In viaggio, di solito, le fast le individuo dalla app del cellulare e le prenoto dieci minuti prima di raggiungerle. Non ho mai girato come un pazzo. Una stazione fast costa dieci volte più di una quick, una ultra fast anche cento volte: non sono noccioline. Infine i “bei soldoni” dell’Unione Europa nessuno li ha visti, tranne alcune decina di stazioni Eva + che fanno parte di un progeto europeo sulla dorsale nord-sud. Tutto il resto è autofinanziato dagli operatori della ricarica.

Io invece ingenuamente mi chiedo perchè un kW erogato ad una certa potenza costi più un altro. Capisco che la struttura che lo eroga costa ma carica più batterie nello stesso tempo quindi il guadagno c’è lo stesso. La benzina costa uguale per la Ferrari e per la Pnada. Quindi?

Vedasi discussione appena qui sopra.

Poi a mio avviso basta una semplice riflessione con 100kW di potenza le auto si caricano in gran parte. Ad oggi non ci sono auto (o comunque poche) con questi pacchi batterie ma considerando anche questi esempi in autostrada se mangi qualcosa e vai ai servizi hai ricaricato gran parte se hai una 350kW quanto risparmi 5/10 minuti? Ovviamente tutto può essere comodo ma fino a che punto. Gia i 100kW sono sufficienti

60-60km @50kW sono 12min che diventano facilmente 15 considerando il parcheggio, tessera, allaccio e slaccio cavo @100kW sono 6 min che diventano 9 @200kW sono 3 min che diventano 5 Preferisco di gran lunga 10 colonnine da 50-100kW piazzate vicino che una da 350kW messa chissà dove.

L’articolo mi pare bonariamente provocatorio, mi associo ai diversi commentatori che non sono d’accordo con l’assunto.

Per carità, è legittima pure la provocazione a scopo di stimolare dibattito e veicolare commenti e pubblicità, tutto ultra legittimo, ma il lettore accorto e smaliziato ci tiene a non passare per fesso , e ci tiene a far sapere che sa benissimo perché certi articoli vengono pubblicati, basta che siano uno ogni tanto e non la regola, perché stuferebbe, e di blog di veicoli elettrici ce ne sono anche altri.

Non c’è nulla di provocatorio e non sono certo questi gli articoli che fanno più clic sul nostro portale. Si può essere d’accordo o no, ma le assicuro che pensare che io abbia scritto “a scopo di stimolare dibattito e veicolare commenti e pubblicità” è totalmente sbagliato. Forse se Lei entrasse nel merito se ne potrebbe discutere, così è solo una lezioncina saccente che non aggiunge nulla al dibattito.

Non sono daccordo , la maggior parte delle medie recenti vedi VW ID.x caricano a più 100kW DC almeno per i primi minuti anche le medio-basic stellantis-gruppo-psa caricano a più di 100 kW in DC per i primi minuti

bassa potenza in DC significa più tempo in carica per tutte le auto che stanno uscendo alias COLONNINA OCCUPATA per più del dovuto e in prospettiva di diffusione massiva delle EV è MALE , molto male

imho , carica lenta IN AC solo a casa e nei parcheggi aziendali tutto il resto almeno da 100 kW in su per impegnare meno possibile le colonnine anche ai supermercati potenza disponibile permettendo al parcheggio del cinema e del ristorante magari va bene l’AC come a casa ,sosta per più ore

insomma velocità variabile in base al tipo di parcheggio breve sosta potenza alta ,lunga sosta bassa potenza in AC

i miei due centesimi di buon senso

Mi dispiace ma non condivido, ci sono già auto come Ioniq 5 che possono ricaricare a 230kW. Tra qualche anno ce ne saranno in giro ancora di più. Il prezzo di una ricarica ultrafast diminuisce all’aumentare delle auto in grado di sfruttarla per via delle economie di scala che si creano. La strada giusta è quella. Un esempio: è molto più economico costruire una stazione di ricarica autostradale con 10 colonnine da 220 kW anziché con 100 colonnine da 22 kW. La potenza totale è la stessa ma una soluzione tecnica ha senso, l’altra no.

230 kW di picco, che nessuno ha mai visto (guardati le prove su youtube), la maggior parte del tempo la ioniq 5 carica a 70-100kw alle ionity o alle HPC freetox

https://youtu.be/Nodg0V8TWFk https://youtu.be/oKDCh4eTIW8 Due video a caso con potenze più alte.. poi non so se sia vero perché non ho la Ioniq 5, non so a quali video ti riferisci tu. Sicuramente con il freddo la potenza cala ma non è una novità, lo sappiamo.

Trovo corretto la logica del articolo, le colonnine servono di varie potenze, perché ci sono varie esigenze, la 22kwh e la 50kwh mettiamo anche la 100kwh sono il taglio che va per la maggiore, poi dalle 150kwh in su dovrebbero essere mirate in base ai tragitti, soprattutto autostradali, o in percorsi molto trafficati, in un paesino di 1000 anime dove non c’è una statale con un grosso flusso di mezzi non ha senso come investimento, magari una o più 50kwh ci potrebbe benissimo stare.

Poi sicuramente se uno ha batterie da 100kwh in due orette ricarica, io ho capito che gli utilizzatori vorrebbero metterci lo stesso tempo di rifornimento come se fossero 100litri di carburante, ma la batteria prende una mazzata, ma se a voi sta bene dovrebbero esser i produttori delle auto a montare le proprie colonnine ( vedasi Tesla )

E aggiungo che tutto questo serve solo a spennarci di più

0,250€ kWh Elettricità 0,215€ kWh Benzina 0,202€ kWh Metano 0,207€ kWh Diesel 0,110€ kWh GPL

Prezzi dei carburanti prima della manovra 23/03/2022

Se aggiungiamo le super fast andiamo oltre ogni logica, poi scendiamo in piazza per fare abbassare il prezzo al kWh 🤦🤦 come è avvenuto per i carburanti

Toh, guarda lì Fabio M che zitto zitto butta lì una classifica € kWh con tanta nonchalance, la tocca piano come se niente fosse. Bella Fabio, ci dici qualcosa in più su questa classifica? Calcoli tuoi o li hai presi altrove?

Il conto l’ho fatto io prendendo i dati energetici (kWh) dei vari carburante poi ho preso il prezzo di acquisto e ho estratto il prezzo al kWh, molto semplice. Non ho messo prezzo delle colonnine da 350kw perché a 0,75€ al kWh è come se pagassimo il diesel più di 8€ e se per i carburanti tradizionali facciamo tutto questo casino perché ha varcato i 2,30€ al litro cosa dovremmo fare se installano solo colonnine da 350kw , o no le usa nessuno o sono fuori prezzo.

Valori rapportati al kWh che non capisco. Potrebbe spiegare quanta “strada” si farebbe con ogni tipologia di alimentazione?

Mauro, quello è il contenuto energetico del carburante. Ora, cortesemente, rifacciamolo applicando i km percorribili con l’equivalente di 1kWh in quel “carburante”….

Perchè io con 1kWh di corrente io ci faccio 5 chilometri ai 130. Costo chilometrico derivato: 5 centesimi Una macchina con 1lt di GPL (che contiene 6,517 kWh) ai 130 percorre, diciamo, 13 km? (scelto 13 perchè è più facile fare i conti, sono stato molto molto ottimista…) quindi con 1kWh di GPL in realtà faccio 2 chilometri, costo chilometrico derivato: 5,5 centesimi.

E alla fine il costo chilometrico per il GPL non è migliore…

Non sono d’accordo per 2 motivi: – se si guardano oggi le presentazioni delle case ufficiali sull’elettrico, tutte dichiarano che stanno aggredendo prima il segmento luxury, poi aggrediranno il premium e solo per ultimo il mass market. Chi acquista oggi una city car elettrica sta acquistando un prototipo, un oggetto che stanno distribuendo anni prima della produzione di massa e che per questo è meno evoluto e costa di più. Per questo i dati di vendita vedono in cima le auto del segmento luxury / premium mentre le city car scarseggiano. Sono strategie di marketing scritte nero su bianco

LEGGERE BENE QUI SOTTO: – se non mi credete faccio lo screenshot alla chat della scorsa settimana con una mia amica che ha la Zoe elettrica ma che non può ricaricare a casa. Mi racconta disperata la sua favolosissima “user experience” con l’elettrica. Accompagna la sera tutti i santi giorni il marito (che ha l’elettrica) alla colonnina con la sua auto a benzina, quindi lo riporta indietro, quindi lo riaccompagna dopo x ore alla colonnina per ritirare l’auto. Mi ha contattato perché martedì e giovedì non ha un secondo di tempo libero per fare questa “danza dell’accompagnamento alla colonnina amena” (e siccome la vita di chi ha l’auto elettrica è sempre fantastica, la colonnina più “vicina” a casa si è rotta e ora deve andare ad una più lontana). Questa è la DURA VITA VERA di chi non può ricaricare in casa e non ha la fortuna di avere l’ecosistema favorevole (e sì che ricaricano anche alla LIDL ma il marito fa 180 km al giorno con l’auto e quindi la LIDL evidentemente non basta). Se ci fossero ricariche fast, l’attesa alla colonnina per un pieno sarebbe di 10 minuti e il marito potrebbe andare da solo a fare il pieno.

Forse non hai letto bene l’articolo o non sai che la Zoe ricarica al massimo a 50 kW. Quindi al tuo amico basterebbe avere una fast da 50 kW, le HPC da 350 sono troppa grazia per lui, anche perché le pagherebbe molto di più, come appunto ho scritto.

Continuo a non capire il motivo di preferire una stazione da 50 kW al posto da 350 kW. Il costo di ricarica è identico se si acquista un abbonamento, e nell’arco di una giornata potrà ricaricare un numero maggiore di auto se alcune di queste potranno caricare più velocemente.

Per esempio: io non ho abbonamento, perché ricarico quasi sempre a casa e non mi conviene. Quando sono in giro pago con l’app di Enel X per quel che consumo. Adesso è più chiaro?

Quindi solo perché non vuole comprare un abbonamento mensile quando ha la necessità di ricaricare fuori casa (il più piccolo di enelx 25€ 70kWh = 0.36 €/kW) e vuole continuare a pagare 0,50 €/kW, vuole precludere la possibilità di ricaricare alla massima potenza chi oggi può farlo, e tutte le future auto che potranno farlo che usciranno sul mercato nei prossimi anni? In più, con il rischio di trovare la colonnina occupata per più tempo da auto che potrebbero liberarla più velocemente e quindi dover aspettare o non poter ricaricare?

Non ci siamo capiti: non voglio precludere nulla a nessuno, dico solo che in una stazione andrebbero installate colonnine con diversi prezzi e potenze, in modo da andare incontro alle esigenze di tutti. L’ho detto anche ai responsabili di Free to X, la società che installa le ricariche sulla rete di Autostrade per l’Italia, e hanno trovato la mia osservazione ragionevole. Del resto mi risulta che il più importante produttore italiano di ricariche DC, l’Alpitronic di Bolzano, propone le sue colonnine DC con offerta modulare: 75 o 150 o 225 o 300 kW. Per banalizzare: se io vado in una gelateria, mi aspetto di trovare coppe da 2,5 oppure 3 o 5 euro. Io di solito scelgo quella da 2,5, ma non voglio precludere che chi la vuole da 5 la possa trovare.

Guardi che chi viaggia in auto elettrica di solito non ha tutta questa smania di ricaricare in gran fetta. Lo fa mentre pranza, mentre visita un monumento o un cliente, mentre è al cinema. Ricarica quel che serve per raggiunegere la destinazione, qundi può bastare anche il 20-30% della batteria. Io viaggio ogni settimana da Bologna a Milano in treno. Con l’Alta Velocità impiego un’ora e qualche minuto, e ho a stento il tempo di sfogliare il giornale. Con un treno regionale ci metto poco meno di tre ore: ma accendo il computer e lavoro dal primo all’ultimo minuto. Anche tralasciando il fatto che spendo la metà, “spreco” molto meno tempo. E’ chiaro il concetto?

Buongiorno, a mio parere, le HPC sono ottime e necessarie per lo sviluppo della mobilità elettrica in particolare durante i viaggi! Durante un lungo viaggio vacanza o lavoro, ovviamente vanno installate lungo autostrade o statali a scorrimento veloce, non certamente in città. Le 50 kw sono troppo lente, mentre con le colonnine HPC in 25 minuti posso ripartire! Ovviamente questo è un discorso che vale nei viaggi. Durante l’uso quotidiano le AC da 22 kw vanno benissimo e devono essere implementate in ogni città/paese/borgo in modo che se sono stazionario nel posto posso tranquillamente caricare il veicolo mentre faccio altro, lavoro/vacanza ecc! Le 50 kw possono essere interessanti da installare nei paesi medio grandi dove se ho necessità di una ricarica fast ( xchè ho dimenticato di caricare il veicolo o perchè so di avere una emergenza ) posso farlo!

Perché a parte qualche modello, le altre stanno sotto i 100, quindi sarebbe da preferire queste colonnine, comunque dobbiamo tenere presente che tutti i costruttori ti dicono di usarle solo per necessità perché rovinano le batterie.

Oggi si, ma nel prossimo futuro la tendenza è offrire auto con ricarica DC sempre più rapida per accorciare i tempi. Per non rovinare le batterie si carica in AC, non ha senso strozzare la DC.

Tipo il problema di usura della batteria???

Se uno è in viaggio e deve arrivare a destinazione, non sceglie le colonnine in base a quanto potrebbero usurare la batteria.

Mauro so benissimo che la Zoe non ricarica così velocemente in DC ma non mi sognerei mai di scrivere un post solo per perorare la causa di un’amica. Siccome nel 2035 saranno – pare – in vendita solo auto elettriche, siccome nel 2035 il garage privato non sarà un diritto costituzionalmente garantito e siccome è sicuro che avranno tutte ricariche in DC superiori a 50 kW (già adesso non so se esistano auto di nuova costruzione con tale limitazione …) facciamo un discorso in vista del futuro e non del passato. Passiamo direttamente la fibra anziché passare prima il doppino di rame, poi l’isdn, poi l’adsl, poi il vdsl e alla fine la fibra. Così la strada la rompiamo una volta sola, il lavoro lo facciamo una volta sola e buonanotte.

Bah, avremo solo la carica a 50kW in DC, ma in AC abbiamo una 22kW reali, io al lidl o all’Aldi o a EnelX carico il 40% in 1 ora, le X ore non le ho mai viste anche quando ho voluto spingermi a caricare al 100% (gli ultimi punti percentuali sono “una vita”).

oscia che pirla che sono stato. Io sono passato dal modem 35kbps e pure pagavo 150.000lire/anno per poi andare sull’ADSL ed ora sono in Fibra ma FTC. Però i baiocchi erano e sono quelli. Hanno investito per l’FTC, per l’FTH ci vogliono baiocchi ulteriori, era meglio aspettare e andare avanti con l’ADSL per altri 5-6 anni o fare come hanno fatto FTC quasi per tutti e poi col tempo FTH? FTC = fibra to gabinett … hops cabinet puoi gli ulti metri in doppino FTH = fibra to home, fino in casa

Non fa una piega, ma se guardiamo questo punto di vista meglio1000 colonnine da 50kw o 100 colonnine da 100kw o 10 da 350kw . Dal mio punto di vista meglio 1000 che 10 almeno 1000 auto possono caricare in contemporanea

-una mia amica che ha la Zoe elettrica ma che non può ricaricare a casa.-

Perdonami enzo… davvero… niente di personale con i tuoi amici… ma essere pirla non è un’attenuante. 😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂😂

😀 😀 😀 Potrà ricaricare a casa forse dal prossimo anno, sta facendo dei lavori, si sta facendo installare il fotovoltaico con le nostre tasse, tanto pirla non è 😀 😀 😀

Però non sapevo che si potesse chiamare pirla chi compra un’auto elettrica e non la ricarica a casa senza rischiare il missile ipersonico di VaiElettrico 😀 😀 😀

Massimo non mi bannare gli amici miei altrimenti poi resto single 😀

Enzo, Daniele merita il missile per il “pirla”, che pure è il più carino degli insulti. Però nella sostanza ha ragione: se non hai modo di ricaricare a casa nè al lavoro, se per andare a lavorare devi farti un’ottantina di km al giorno e non hai tre o quattro colonnine di ricarica nel raggio di 200-300 metri, oggi non devi prenderti l’auto elettrica. Questo l’abbiamo sempre scritto, devi ammetterlo.

Ammetto, assolutamente, ed è uno dei vostri pregi quello di riportare sempre pro e contro.

@Massimo Degli Esposti: non vorrei defraudare un altro del merito, “pirla” l’ha scritto Alessandro D 😟

Scusi Daniele. Come moderatore del sito ho letto e valutato ad oggi 56.969 commenti. Capirà che qualche confusione….

@Massimo: non si deve giustificare, comunque io ho condiviso per cui un minimissile me lo sono meritato😜

A Roma quartiere Flaminio (zona centrale ma non centro storico) c’è 1 colonnina ogni 10.000 abitanti. Forse è il caso di partire da lì più che dai 3.000 kwh

@Gio: chi non ha la wall box a casa dobbiamo ammetterlo non può permettersi la EV, salvo eccezioni. Questo per me è assodato, purtroppo. E lo sarà per tanti anni ancora, finchè non avremo punti di ricarica in ogni strada. Io non uso MAI le colonnine della mia città, che pure ci sono, perchè comunque non sono davanti casa mia, e poi potrei trovarle occupate, non funzionanti, ecc. La cosa più logica è incentivare in ogni modo l’installazione di wall box in tutti i condomini, anche se non c’è garage.

Sacrosanta verità, ma che in pochi stanno capendo. Da residente in Norvegia (si, lo so, paese diverso, condizioni diverse etc. etc. inutile ripetere la solita storiella) la ricetta funzionante è proprio quella: mettere in condizioni chi ha un garage, box condominiale o anche una piazzola all’esterno, di caricare l’auto quando sta ferma, preferibilmente la notte, a bassa potenza (bastano anche 32A monifase, i classici 7.4kW, anche per chi fa centinaia di km al giorno, altrimenti anche 4.5 o addirittura 3 sono più che sufficienti). Le colonnine iperfast non devono essere demonizzate, ma hanno senso prevalentemente in autostrada, non certo in città, dove anche chi è di passaggio di solito si ferma per più di 20 min ed una 50 kW è più che sufficiente.

Questa gara a lamentarsi però basta. Prima c’erano poche ricariche veloci, e tutti a chiederne di più. Ora che iniziano ad installarle, sono troppo veloci! Ben vengano, sono FONDAMENTALI per le lunghe percorrenze, per evitare di dover pianificare gli spostamenti con piano a b c z… Ovviamente non hanno senso in centro storico, ma in punti strategici di grande percorrenza. Se ad oggi solo poche macchine possono sfruttarle a pieno è solo un ‘problema’ temporaneo, penso (e spero) che la tecnologia verrà ampliata sempre a più modelli, anche a quelli meno costosi, e allora avremo già una rete di ricarica adeguata. Poi il tema del costo lascia il tempo che trova, ci sono abbonamenti che fanno risparmiare più della metà del prezzo indicato.

Un commento fuori dal coro, frutto del mio essere abituato a progettare per il futuro. Mettendo da parte il discorso prezzi, è corretto portare prima una potenza superiore che sarà più durevole nel tempo che limitarsi. Perchè sappiamo bene che le colonnine non verranno rinnovate per molto, molto tempo. Quindi quelle 150 saranno ancora (e il marketing potrà sbandierarle come “già”) 150 quando le utilitarie accetteranno 150. 🙂

Poi certo, il discorso prezzo influisce sull’uso, ma non sulla strategia. Alla fine anche i SuC Tesla vengono installati con potenze superiori per essere future proof.

Come ha già detto qualcuno, le prese ai lampioni sarebbero davvero una bella cosa.

Concordo pienamente con il dott. Tedeschini: “…Consideriamo un vanto, non certo un limite, il fatto che l’Italia sia il paese delle “utilitarie”. Sono le auto più virtuose, anche per il poco spazio che occupano in città sempre più congestionate…”. Glielo va lei a spiegare, ai costruttori europei e non che continuano a imporci SUV e crossover elettrici di dimensioni esagerate a prezzi stellari? Considerato che già per la sua natura un SUV è una bestemmia energetica ed ecologica.

Oltre a quanto indicato da Mauro le attuali istallazioni soffrono anche delle seguenti criticità: 1)Vicino a molte ricariche fast ed ultra fast NON sono presenti colonnine in AC da 22 kW. penalizzando così molti proprietari. Se ho un allaccio che può supportare una fast o una ultra fast costa decisamente poco aggiungere un paio di AC a 22 kW. un paio di esempi: Coop autostrada a Bergamo, McDonalds a Dalmine, Ulta Fast a Grassobbio, … 2)Alcune luoghi, pur essendo molto frequentati, sono privi di qualsiasi forma ricarica: ad esempio il parcheggio dell’ospedale di Treviglio, Fiera di Bergamo, Montichiari, Rho Pero, Il parcheggio di interscambio di Cascina Gobba a Milano, il cimitero maggiore di Milano, quello di Bergamo

Ma è tanto difficile progettare un software per colonnine che applichi tariffe differenziate in base alla potenza di ricarica richiesta ed erogata? chi ha bisogno di 250 kW pagherà di più ogni kW, chi invece non ne ha bisogno o ha un caricatore limitato a 100 kW come la maggior parte delle utilitarie, pagherà di meno.

Ci stavo pensando. Ma il tutto “cozzerebbe” con la condivisione della ricarica. Le colonnine fast e ultra fast servono per ricariche fast e ultra fast, scusa la ripetizione. Permettendo una cosa simile ci si ritroverebbe auto slow che sfruttano quegli stalli per ore, impedendone l’uso a chi ne ha davvero bisogno per una viaggio. Per questo l’attuale metodo di deterrenza applica un costo in caso di occupazione oltre la ricarica e un costo maggiorato di ricarica. Il secondo un male “necessario” per limitarne l’utilizzo.

Pensa che qui in Norvegia, dove abbondano le auto “slow-charge” (tipo Nissan Leaf, eGolf etc.), spesso le cariche in DC hanno una tariffa a due fattori: kWh e tempo di ricarica.

Concordo, infatti con i soldi delle hpc si potrebbero installare più 100kW.. ma ormai è diventata solo una corsa…. bisogna sempre ricordare che la gran parte del tempo le auto sono ferme quindi non si trovano 2 ore durante la giornata che l’auto è ferma???!!!

Totalmente d’accordo. Il Sudtirolo è un buon esempio; colonnine Neogy in DC da 50 – 75 kW dislocate in gran parte delle vallate e località della provincia.

Io continuo a non capire perché alle colonnine AC a 22kw molto presenti in Italia non si possano trasformare in una DC a 22 kW con CCS2. In un colpo solo dimezzeremo i tempi di ricarica ,oggi limitati a 11 kW . Si attendono risposte da costruttori di colonnine

Domanda non banale che mi sono fatto pure io diverse volte. Tra l’altro avrebbe tutta una serie di implicazioni non trascurabili, su tutte il fatto che ottenere per esempio un contatore da 20 kW sicuramente non è facile come uno da 3 kW, però non è nemmeno un’impresa “titanica” come mettere giù un impianto da 350 kW. E questo mi farebbe pensare che oltre al settore pubblico tale tipo di soluzione potrebbe interessare parecchio anche comparti come ristoranti alberghi e strutture ricettive, strutture turistiche in genere eccetera eccetera.

Quello che non sono riuscito a capire, è in linea di massima che cosa costerebbe un raddrizzatore trifase da “accoppiare” a un contatore da 20 kW.

Sapendo cosa costa quello, potremmo già avere un bel 80% di risposta alla sua domanda.

Non è un problema di costi di un ponte raddrizzatore che costa 20 euro , probabilmente è un problema di protocollo comunicazione diverso fra Modo 2 e CCS2 e o di licenze brevetti . Si attendono commenti da costruttori di colonnine

Ecco, appunto, anch’io mi ero imbattuto in prezzi simili a quelli che ci dice lei. Ma siccome l’elettronica non è il mio lavoro, mi riservavo il beneficio del dubbio. Prendo quindi atto che i miei sospetti erano corretti: linea di principio si parla di prezzi assolutamente non influenti ai fini del discorso… a questo punto il discorso si fa davvero interessante😂

Caricheremo inDC a 22 kW su semplici colonnine , ma possibile che nella community non ci sia un R&D manager di una azienda costruttrice di colonnine che ci spiega quali sono i blocking point ?

Vado a memoria ma mi sembra che esistano e sono le Terra DC di ABB. Il problema semmai è la differenza di costo.

Forse non riesco a spiegarmi , le colonnine a 22 esistono e ce ne sono tante , Io vorrei verificare la possibilità interna o esterna di attaccarsi in Modo 2 AC ed uscire in CCS2 DC . Esterna tipo Juice box , Interna direttamente dal costruttore della colonnina che magicamente raddoppierebbe il fatturato vendendo il doppio dell’ energia

Ma io penso che si potrebbero mettere insieme sia fast fino a 60 che le 22 come avviene oggi nelle nuove “fast enelx”….

Alle utilitarie servono prese da 2/3 kWh ai lampioni delle strade per poter caricare overnigth o durante l’orario di lavoro… quando la vettura sta ferma almeno 5 ore… le hpc vanno bene, in autostrada, dove la categoria di vetture che le percorrono possono usufruire di quelle potenze… che poi stanno mettendo anche le 22 n’eh

Discorso condivisibile ma secondo me è un po’ più complesso. Trovo abbastanza “pericoloso”, mi passi il termine, se dovesse passare l’idea di massima che siccome in autostrada secondo una certa vulgata ci si va principalmente con un certo tipo di automobili, allora se vai in tanto autostrada o ti compri almeno €60000 di macchina oppure t’attacchi. Perché fondamentalmente non è vero, ci sono tante figure professionali con macchine aziendali più o meno piccoline tipo segmento B che però in autostrada fanno i loro robusti avanti e indietro come se nulla fosse. Il fatto che anche quel tipo di vetture possano disporre della loro Brava presa CCS e magari anche di una potenza di ricarica di almeno 100 kilowatt, anche questo non è che di base sia un discorso campato per aria. Quindi linea di massima d’accordo con lei e d’accordissimo con il dottor tedeschini. Però mi vien da dire che l’installazione di potenze così elevate può anche essere letta come un portarsi avanti rispetto ai tempi. E quindi, per una volta che lo facciamo… visto che siamo sempre a rincorrere… Poi chiarissimo che più colonnine da 50 kW rispetto a quelle che ci sono oggi farebbero sicuramente comodo. Specie, Mi viene da dire, all’interno di ogni città anche di media grandezza e perché no lungo le statali più importanti.

io parto dall’assunto dell’articolista:”la classifica delle più vendute, le uniche a fare mercato, è dominata dalle citycar”… se consideriamo anche i segmenti superiori, allora il contesto non ha senso…

Quindi lei mi sta dando tutto sommato ragione nel momento in cui dico che spesso, tra le righe, leggo un retropensiero che dice che se uno ha una vettura tendenzialmente “piccolina” e ha comunque necessità di farci magari 250/300 km senza particolari divagazioni alla ricerca (lavorando in itinere capita che non se ne abbia il tempo a volte…) alla fine dei finali la “colpa” è sua perchè non si è scelto una vettura “adeguata” ai canoni che si stanno imponendo.

1) un paio di volte al mese ho una trasferta da 80+80 km (in buona parte autostrada) che svolgo agevolmente in una mezza giornata.

2) molto ma molto alla lontana, sto valutando l’acquisto di una “piccola” elettrica usata, per il diporto urbano e però che sia in grado di farmi fare anche la trasferta di cui sopra senza troppi pellegrinaggi alla ricerca del sacro E-Graal.

3) la scelta non è vasta, vince quindi la E-Up più recente, dotata di batteria da 33 kw e presa CCS. Avrei anche la colonnina quasi comoda strada facendo. Sto organizzando per ricaricare anche a destinazione. Quindi tecnicamente si può fare. Attendo lo svolgersi degli eventi.

Detto questo, non riesco a togliermi dalla testa una domanda: perchè se voglio fare quello che ho sempre fatto con una qualsiasi diavolo di Panda (accendo la macchina, vado, arrivo, spengo, riaccendo, rivado e torno a casa. Fine. Niente ricariche strada facendo, niente calcoli all’ultimo kw.) se lo voglio fare con una macchina elettrica senza trasformarmi in un ingeniere di pista della 24 ore di Le Mans devo mettere in conto di spendere almeno 35k euro per avere sotto alle terga quei 50 kw minimi (ma minimi) per esempio per non viaggiare col cappotto se fa freddo? Poi lo so che la mia domanda potrebbe anche essere rivsta e corretta, potrebbe anche non essere del tutto giusta. E ripeto, all’atto pratico con la mia teorica E-Up dovrei fermarmi un quarto d’ora a una fast e poi, sempre in teoria, la attaccherei a destinazione a una 32 amepre. Ma non riesco a togliermi dalla testa che oggi come oggi questi “sbattmenti” con una qualsiasi macchinina a benzina io non li avrei. E comunque “comprati la ID3” non è la risposta, perchè a me servirebbe una macchina piccola. Altrimenti ci vado serenamente col furgone. Turbodiesel mannaggia a lui. Capisce cosa intendo? spero di essermi spiegato bene. Mi raccomando non voglio farne una polemica personale, nè tantomeno sto dicendo che non sono in linea di massima d’accordo con l’articolo. Tutt’altro. Semplicemente l’intervento mio precedente voleva mettere in relazione le due cose che spero di averle spiegato meglio qui. 😉

Sinceramente non capisco l’esempio. 80+80km anche in autostrada non vedo dove pongano il problema. A 50kW si caricano 60-70km il 12 minuti che diventano anche 15 con le varie operazioni. Se per pura semplificazione mettiamo che sugli 80+80 ci siano 130km di autostrada, questi si possono fare ai 130km/h consumando un botto in 1 ora (poi ricarichi in 1/4 d’ora) o ai 100km/h in 1 ora e 1/4 ovvero in 1 ora più il tempo per una ricarica veloce. Se poi a destinazione puoi caricare a 32A, sono una 40ina di km in 1 ora. Per ultimo: se poi, al limite, usassi il furgone turbodiesel per un paio di volte al mese e per gli altri 28 giorni usi una elettrica, credo che l’ambiente e le tue tasche te ne saranno infinitamente grati, comunque.

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